Giovedì 10 Aprile 2008
Le Aziende soggette a rischio cancerogeno entro il 03 Maggio 2008 dovranno dotarsi dell? apposito ?Registro di esposizione ad agenti cancerogeni? (art.70, comma 1, D.Lgs. 19 Settembre 1994, n? 626).
Tale registro dovrà essere istituito dal datore di lavoro e compilato sulla base della valutazione di cui all’art.63 del sopracitato decreto legislativo.
Il datore di lavoro dovrà inviare, in busta chiusa siglata dal medico competente, la copia del registro, di cui sopra, all’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza (ISPESL) e all’organo di vigilanza competente per territorio, entro 30 giorni dalla sua istituzione.
Commento:
Il Decreto Legislativo n. 626/94 individua nell'ISPESL e nelle Unità Sanitarie Locali i soggetti istituzionali deputati alla gestione dei flussi informativi relativi alla tenuta e l'aggiornamento dei registri indicanti i livelli di esposizione dei soggetti ad agenti cancerogeni e ad agenti biologici, agli elenchi di lavoratori esposti e alle cartelle sanitarie e di rischio.
In particolare, il datore di lavoro deve:
Questo decreto prevede anche la tenuta, da parte dell'ISPESL, di un registro dei casi di neoplasie di sospetta origine lavorativa, utilizzabile ai fini dell'analisi della relazione tra neoplasie ed esposizione ad agenti cancerogeni.
Nello stesso decreto è istituito anche un registro delle patologie professionali utilizzabile per un controllo sistematico tra i dati relativi all'esposizione ad agenti biologici ed ai casi di malattia o decesso del lavoratore in modo da individuare tempestivamente problemi specifici e proporre di conseguenza contromisure idonee alla salvaguardia dei lavoratori.
Obiettivo dell'accentramento della documentazione è quello di mantenere traccia della esposizioni subite dal lavoratore anche nel passaggio tra aziende diverse in modo tale da tutelare il lavoratore dal rischio di perdere la traccia di tutte le esposizione subite.
L'importanza di mantenere l'integrità della "storia" dei livelli di esposizione del lavoratore è sostanzialmente legata all'effetto di accumulo delle sostanze tossiche nell'organismo umano.
La costituzione dei registri sopra citati, permette all'istituto di effettuare un'efficace azione di monitoraggio nazionale su tutta la problematica dell'impiego degli agenti biologici e cancerogeni negli ambienti di lavoro.
Concludendo è quindi necessario verificare se nel proprio ciclo produttivo vengano svolte lavorazioni suscettibili di esposizione ad agenti cancerogeni, per esempio:
· Saldatura su acciaio inox (mediante utilizzo di supporto o filo di saldatura contenenti cromo e nichel),
· Sviluppo di polveri di legno (falegnamerie),
· Utilizzo di prodotti chimici etichettati come R45 e/o R49,
· Utilizzo di fibre ceramiche refrattarie etichettate come R45 e/o R49.
In tali casi, entro il 03 Maggio 08 è necessario istituire il “registro di esposizione ad agenti cancerogeni” e spedirne copia a ISPESL e USL competente.